Il serpente tentatore
Succede quasi ogni volta che andiamo ai Giardini di Porta Venezia. Passando accanto ai giochi che stanno proprio sul retro del museo finisce che il serpente tentatore ci attira come una calamita. Non è un animale ma un gioco. Consiste nel cercare di percorrere il “corpo” del rettile da cima a fondo (o viceversa) senza cadere o appoggiare i piedi a terra. di Severino Colombo
Si tratta di una serie di tronchi, uno attaccato all’altro e disposti ad altezze diverse. Del serpente non ha molto: il legno è consumato, la testa e la coda si distinguono appena (la prima ha una linguetta che spunta). A. lo percorre con sicurezza, quasi a occhi chiusi, Z. in genere è più timoroso, ma stavolta ha trovato un modo piuttosto originale: braccia aperte si fa scortare ai lati da due “vallette” che all’occorrenza lo tengono in perfetto equilibrio (una era la sorella, l’altra una bambina conosciuta sul posto). Mi sono messo comodo su una panchina a guardarli, accanto ad altri adulti: genitori, nonni, zii. Tutti stavamo pensando la stessa cosa. Ho resistito mezz’ora poi ho ceduto alla tentazione e ho raggiunto i bambini: almeno una camminata sul serpente è obbligatoria per tutti. Grandi e piccini.



