Festa di compleanno...da Odissea
Che cosa sarebbe successo se Ulisse fosse tornato a casa, a Itaca, prima del tempo? Sarà che la festa di compleanno di R. e Z. era a tema mitologico, ma la situazione in cui i genitori dei festeggiati (tra cui il sottoscritto) si sono - loro malgrado - trovati è stata un po’ questa. Con Ulisse, immaginatelo in una versione un po’ hippie, ovvero il legittimo proprietario dello spazio, che si presenta prima del previsto e chiede (neppure troppo gentilmente) agli ospiti di andarsene fuori dai piedi. di Severino Colombo
La situazione merita una premessa, anzi un prologo, come nelle storie: l’Odissea della festa era cominciata parecchi giorni prima con la ricerca di uno spazio. Cosa non facile sotto Natale! Abbiamo chiesto gentilmente di condividere la festa con altri due bimbi (di genitori più previdenti che si erano mossi per tempo e avevano trovato un spazio - pure bello, si chiama Ciao Tata – l’avevano trovato, ma la risposta altrettanto cortese è stata: no, grazie. Mi ero quasi arreso ma poi navigando – vi ricorda qualcuno? - nel mare della rete ci siamo imbattuti in un annuncio che sembrava perfetto: “Feste di compleanno last minute” e pure con lo sconto. Evviva.
Detto fatto, nessuno di noi ha badato troppo al dettaglio che a proporlo era una ludoteca che si chiamava Che Birbe. Le Birbe, va detto, sono brave animatrici, ma sono pure birichine e non c’è da sorprendersi se fanno scherzi. E infatti lo scherzo c’è stato. Lo spazio che ci avevano affittato non era più disponibile.
Per fare contenti tutti si sono impegnate a trovarcene un altro di ripiego. Quello appunto di Ulisse-Hippie. Ci siamo adattati (era una cantina pure un po’ freddina) e la festa è cominciata. Ma qualcosa nell’accordo - tra Ulisse e le Birbe - non deve aver funzionato. Peccato che ad andarci di mezzo siamo stati noi genitori. I bambini per fortuna non si sono accorti di nulla.
Anche se pure a loro è sembrato strano che si facesse merenda mettendo il giaccone o si tagliasse la torta non cantando “Tanti Auguri” ma con il sottofondo di un aspirapolvere e che si aprissero i regali mettendosi le scarpe. Tant’è ormai è andata. Tra un po’ di tempo son certo la ricorderemo come una festa… mitica e leggendaria.
Per intanto, però, approfitto di questa finestra (pubblica) per fare le scuse (private) a tutti i genitori costretti ad abbandonare Itaca in tutta fretta.



