Milano in bicicletta

A. voleva vedere l’alba ma alle 8 di domenica dormiva ancora della grossa, Z. pure, ma a lui dell’alba non importava granché. Non ho voluto svegliarli e ho fatto un giro in bicicletta per la città, pure lei ancora un po’ addormentata. Sono arrivato in piazzetta Reale, davanti alla Montagna di Sale di Paladino: avvicinandomi pensavo che nel pomeriggio avrei potuto portarci i bambini, è bella, semplice, teatrale, immediata e simbolica.
Mi spiaceva soltanto che ci fossero le transenne, sarebbe stato bello che i bambini potessero salirci sopra e dargli una leccatina. Ancora non sapevo che qualcun altro l’aveva fatto durante la notte e non erano bambini, ma tifosi di calcio che per esprimere la loro euforia non avevano trovato di meglio che devastarla. Peccato davvero.
Me ne sono andato con l’amaro in bocca (e il sale non c’entra). Per fortuna entrando ai giardini di porta Venezia mi è tornato il buon umore: le pettorine dell’iniziativa Bimbinbici avevano colorato la collina del parco di arancione. I primi ad arrivare al punto di raccolta erano stati nonni con nipoti al seguito (quando mancava ancora un’ora alla partenza della biciclettata!). Poi molti papà e qualche mamma. A coppie, a gruppi, ciascun bambino con la sua bici: c’era chi l’aveva lucidata per l’occasione e chi aveva dimenticato di gonfiare per bene le gomme (lo staff rimediava all’istante). Qualcuno con lo zaino in spalla, tutti con il casco in testa. Sono tornato a casa felice. Non erano ancora le 10 di mattina e avevo già parecchie cose da raccontare ad A. e Z. che stavano facendo colazione e mi hanno accolto con uno sbadiglio. Neanche fosse l’alba.
Ps. Chi non l’avesse notato Milano ha qualche chilometro di piste ciclabili sparse qua e là in luoghi di alta visibilità (tipo in via Vittor Pisani e corso Venezia…). È una bella novità, conviene approfittarne ma con attenzione: le hanno fatte un po’ di fretta (neanche si dovesse andare a votare tra una settimana!) alcuni tratti si interrompono all’improvviso, in altri mancano accessi, scivoli e segnaletica.
La Montagna di Sale di Paladino
di Severino Colombo



