Intervista a Jesper Juul

Milanoperibambini ha intervistato Jesper Juul, autore di bestseller come "Il bambino è competente", "La famiglia è competente", "Ragazzi a Tavola!", "I no per amare" e, ultimo arrivato,  "La famiglia che vogliamo. Nuovi valori guida nell’educazione dei figli e nei rapporti di coppia" (Urra, 2010). Attraverso il suo progetto internazionale FamilyLab (familylab-italy.it), Juul aiuta i genitori ad acquisire maggiore competenza decisionale e a sviluppare l'autorità personale.
 
 
 

Caro Professor Juul,
il suo libro Il bambino è competente ha aiutato molti genitori a prendere coscienza delle conseguenze di alcuni consolidati atteggiamenti educativi, incoraggiandoli a trattare i bambini con maggiore rispetto. Vista la sua lunga esperienza come terapista e formatore, immaginiamo che alcuni bambini delle famiglie da lei seguite siano ormai giovani uomini/donne: ci sa dire che adulti sono diventati?

Si, talvolta mi è capitato di incontrare giovani adulti, diventati oggi genitori, che ho conosciuto  da piccoli. Ho visto uomini e donne diversi  per  storie personali e vissuti. Sicuramente là dove c'è stata attenzione e cura anche per gli aspetti relazionali si nota la stessa attenzione e rispetto. Impariamo da chi amiamo.

 
Milanoperibambini.it ha una rubrica settimanale di cucina curata dall’associazione Bambini in Cucina, che promuove da sempre il suo libro Ragazzi a Tavola! Abbiamo dunque molti lettori interessati ai temi della cucina e dell’alimentazione e per questo le chiediamo: quanto pesa la qualità delle relazioni famigliari sul modo in cui i bambini mangiano (o non mangiano)?

Il clima  all'interno della famiglia e le relazioni tra i membri della stessa sicuramente influenzano gran parte degli aspetti e delle modalità che  ciascuno utilizza per entrare in contatto con gli altri. Il momento del pasto è un momento fondamentale dove comunichiamo agli altri ciò che proviamo e sentiamo. Un bambino che ancora non sa parlare, mangiando o non mangiando comunica. Dobbiamo cercare di non identificare il cibo come problema: una cosa mi può piacere oppure no. Possiamo capire cosa ci dice un certo atteggiamento.

Che cosa significa per lei portare i family lab in Italia?  Cosa si aspetta dai genitori italiani?

Per me portare i family lab in Italia significa confrontarmi e condividere esperienze sul tema della famiglia in un paese dove la famiglia è molto importante ed è in una fase di profondo cambiamento. Cosa mi aspetto? Come tanti altri genitori in Europa, dubbi e incertezze ma anche tante risorse e possibilità.

 
In Italia la scuola è un mondo tutto al femminile, dove gli insegnanti maschi sono una specie in estinzione. E in famiglia le mamme sono ancora molto più presenti dei papà. Non è che anche nei family lab saremo di nuovo quasi solo femmine?
     
È vero che per molto tempo tutto ciò che riguardava la cura e l'educazione era una prerogativa femminile ma possiamo dire che già da qualche tempo anche gli uomini, i  papà, sentono l'esigenza di confrontarsi con queste tematiche in modo diverso. Mi auguro che questo possa verificarsi anche nei family lab in Italia come sta succedendo in altri stati.

Molti giovani, diventati genitori, sentono il desiderio di cambiare stile di vita. Fare un percorso di formazione presso i FamilyLab può rappresentare un’opportunità per avviarsi verso un nuovo lavoro, per diventare formatori?
 
I FamilyLab rappresentano per i giovani genitori l'occasione per confrontarsi con le varie tematiche legate al mondo della famiglia e dell'educazione dei figli. Questo può essere un modo  per entrare in contatto diretto con certi argomenti e magari sentirsi profondamente interessati a svilupparne aspetti che producono opportunità lavorative.
 Per quanto riguarda la formazione, organizziamo specifici percorsi come quello per seminar leader che permette di condurre proprio all'interno dei FamilyLab.
 
a cura di Federica Buglioni 
 
 
 
 
 
 

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