Mamme e papà a Milano: Francesca Lanocita

Nata e cresciuta a Milano, si è laureata in Lettere Moderne, indirizzo Comunicazione Sociale all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha poi conseguito un master in organizzazione di eventi culturali. Dopo avere lavorato come account in una grande multinazionale, ha deciso di sviluppare il progetto di un'agenzia di comunicazione più a misura di persona, di donna, di uomo, di famiglia, di madre, di padre. Un’attività, dove potesse scegliere i clienti da seguire e i prodotti da promuovere. È nata così nel 2001, Sottosopra, insieme alla socia Elena Milazzo.
Dopo l’arrivo di Lechen, una bimba adottiva nata in Cina, ha iniziato a lavorare come freelance, mirando la sua attività allo sviluppo di strategie e contenuti web. Ma quando si cambia strada, poi bisogna andare fino in fondo! La sua anima green ormai aveva preso il sopravvento! E così lo scorso anno la grande scelta di andare a vivere in una “abitazione” nel bosco, ad Arona. Qui lavora da casa, sempre nella sua professione, ma durante tutto l’anno apre il bosco ai bambini con un progetto educativo legato all'ambiente naturale. Infatti, assieme a Mara Guasco, educatrice 0-10 anni, e con la supervisione pedagogica di Giuseppe Bilancioni e Patrizia Cascella della Giocomotiva (www.lagiocomotiva.it), è nata quest'anno la “Yurta nel bosco”: laboratori e attività ludiche, artistiche, teatrali in uno spazio naturale, immerso in un vero bosco per vivere con i bambini e le loro famiglie esperienze nella natura per imparare a conoscerla e ad ascoltarla.

Come è cambiato il tuo rapporto con Milano da quando sei diventata mamma? Cosa ti piaceva prima, cosa non ti piace più?
Milano è la città dove sono cresciuta, dove ho studiato e dove ho iniziato a lavorare. Per parecchio tempo quindi ne ho vissuto la parte più modaiola, quella delle feste per gli studenti prima e degli aperitivi post ufficio, dopo. La città secondo me, in quegli anni, respirava ancora l'identità che si era costruita negli anni '80 della “Milano da bere”. E devo dire che io allora la vivevo dando per scontato che fosse solo così, senza alcuno spirito critico. D'altra parte, allora, facevo il pubblicitario in una grande multinazionale... quindi tutto tornava!
Quattro anni fa, nel giro di 3 mesi, sono diventata mamma di Lechen, una meravigliosa creatura nata in Cina. La rapidità della mia gravidanza e del mio “parto” adottivo, mi hanno costretta a passare senza alcuna preparazione dalla modalità di workalcolhic, a quella di madre a tempo pieno, così senza troppa preparazione sulla questione “bimbi a Milano”. Poco per volta e assieme a lei, fisicamente nello zaino (sono una mamma canguro!) abbiamo iniziato a esplorare la città. Scesa dal tapis roulant su cui ero da anni e con uno sguardo diverso, la città mi è subito sembrata più “umana”: poter andare in centro senza fare code infinite sul ponte di Piazzale Corvetto, usare i mezzi quando non sono strapieni o camminare in qualunque parco alla mattina, ti mostra aspetti e scorci insospettabili di questa città. E già inizi a farci un po' pace!
Nonostante questo miglioramento di prospettiva, la vita in appartamento, il traffico e l'inquinamento sempre più intenso mi stavano soffocando e quindi abbiamo scelto lo scorso anno di andare a vivere fuori città ad Arona, sul Lago Maggiore. Ora lavoro per il 90% del tempo da casa, dalla nostra Yurta nel bosco. Torno a Milano una o due volte alla settimana, e spesso nei week-end per tutte le attività e iniziative che ci sono per i bambini.
E così mi piace molto: insomma la trovo una bella città nei momenti in cui le persone non sono tutte concentrate nello stesso luogo!
I tre luoghi preferiti dove trascorrere del tempo con il tuo/tuoi bambino/i
1. Il MUBA. È una delle prime realtà che ha saputo sorprendermi e che non sospettavo potesse esistere a Milano! Quando ci andiamo, mi pare di vivere in una città “empatica”.
2. I navigli, quando il traffico è chiuso. Perché i canali con l'acqua e gli animali che ci vivono (nutrie comprese!) e non solo gli alberi, sono un elemento di contatto con la natura.
3. La Libreria dei Ragazzi. Perché penso che la letteratura e la cultura per l'infanzia che qui si porta avanti da anni, sia tutto ciò che serve a nutrire l'animo dei bambini e degli adulti.
I tre luoghi da evitare quando sei in compagnia dei tuoi figli
1. Tutto i locali, anche quelli che si dichiarano family friendly! Li trovo rumorosi, soffocanti e costosi
2. I mezzi pubblici negli orari di punta
3. I gonfiabili! Ma questi sono da evitare in qualunque parte del mondo.
Di che cosa avrebbe bisogno la nostra città per diventare più family friendly?
Sicuramente una logica meno legata alla necessità di guadagnare potrebbe aiutare a mantenere e sviluppare servizi per bambini e famiglie.
E poi maggior ascolto e supporto da parte dell'amministrazione alle iniziative delle tante persone in gamba che vivono la nostra città e hanno grandi idee. Nell'ultimo anno vedo però dei cambiamenti in questo senso. Ci sono molte iniziative, non solo formali, ma anche sostanziali rivolte alle famiglie, ai bambini e al sociale in generale.
Cosa invidi alle città all’estero?
Gli spazi verdi, il respiro, la non omologazione e la partecipazione da parte di tutti al costruire la vita della comunità.
Se non vivessi qui, dove vorresti stare?
Mi piacciono molto le città del centro nord Europa e l'Olanda: dove natura e città si fondono, creando ambienti e iniziative calde, accoglienti e rilassate. Ma il vero sogno resta il Canada: libertà, semplicità e natura!
Milano in un aggettivo
Stancante. Nell'ultimo anno anche “sorprendente”.
Intervista di Giovanna Canzi



