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L'albero di Natale: vero o artificiale?

Nella tradizione milanese, l'albero di Natale viene addobbato il 7 dicembre, giorno di Sant'Ambrogio: quindi, prima di mettere la mano al portafoglio o correre in cantina a recuperare lo scatolone degli addobbi, siamo in tempo per riflettere sul senso di questo simbolo e pensare bene a che tipo di albero realizzare.

Ripercorrere la storia di una tradizione così antica come quella dell’Albero di Natale non è semplice e Wikipedia ce la racconta già bene, per filo e per segno. A me interessa riflettere sul fatto che sia una tradizione che affonda le sue radici nella notte dei tempi e che sia vicino a più popoli e più culture: pagane, cristiane, ebraiche… Da sempre cioè l’essere umano ha sentito la necessità di utilizzare l’albero per simboleggiare la vita, la luce, il divino, il sacro…

Questo mi basta per comprendere come il nostro legame con la natura, con le foreste e gli alberi sia antico e molto più forte e profondo di quello che, forse negli ultimi 70 anni, abbiamo pensato.

E’ invece questa la connessione, l’antico archetipo che mai come oggi è fondamentale rispolverare e far rivivere: il riconoscere, il sentire e il rispettare questo legame è la presa di coscienza che ci consentirà di ritrovare un equilibrio corretto di convivenza pacifica fra noi e il resto del mondo e anche di portare avanti le tradizioni, come quella dell’abete di Natale, con la dovuta responsabilità e senza sottostare alle sole regole del consumismo.

Se vogliamo optare per un abete vero, “in tronco e aghi”, dobbiamo pensare che l’abete è un essere vivente e fa parte di questo mondo, né più né meno di noi.

Quindi esattamente come dobbiamo aver responsabilità per qualunque altra forma di vita, anche lui merita attenzione e rispetto. L’albero è vivo, profondamente vivo. A noi, sembra lì, fermo, statico e silenzioso, ma solo perché noi parliamo un’altra lingua. Basta sintonizzarsi con lui, contemplarlo e provare a mettersi nei suoi panni per sentire che fermo non è: è un concentrato di vita, di energia e di perfetto equilibrio, con le sue radici piantate nelle profondità di “mamma Terra” e la chioma alta, rivolta verso “papa Cielo”.

Gli alberi sono creature molto evolute in realtà (spesso anche più di alcuni animali) dotate di saggezza, conoscenza, sentimenti, sensi, come ci racconta Stefano Mancuso in questo video (TED conference)

 Se optiamo per un albero di Natale vero dobbiamo essere consapevoli che è come scegliere di avere un cucciolo di cane o un pesce rosso e che ne saremo responsabili, per sempre.

Ma è più ecologico e sostenibile l'albero vero o quello artificiale? Vi sembrerà strano ma vince il primo!

Ce lo spiega il Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali dell’Università degli Studi di Firenze che ci suggerisce anche alcune semplici regole per la salvaguardia degli abeti e offre alcuni suggerimenti sul dove acquistarli per essere sicuri che siano in buona salute.

Ci consigliano anche di valutare l’acquisto di altri tipi di piante, più adatte al successivo reinserimento nel clima della nostra città: l'agrifoglio, il ginepro, il corbezzolo, il viburno, il leccio, l'alloro e la sughera.

Finite le feste comunque dobbiamo liberare il nostro albero perché in vaso, sul balcone, non può vivere. Scegliamo un luogo adatto alle sue necessità, piantiamolo con i nostri bambini e lasciamolo crescere in pace. Potremo tornare a trovarlo, ogni anno o in ogni stagione, per vedere come sta e rinsaldare così il nostro legame con la natura! Se non ce la sentiamo di prenderci questa responsabilità, non sacrifichiamolo! Esistono bellissimi alberi di natale sintetici,  oppure utilizziamo la nostra creatività e inventiamo alberi di Natale “alternativi”: i bambini si divertiranno comunque e non sacrificheremo la vita di nessuno.

Ecco qui una carrellata di alberi di Natale e decorazioni che ho selezionato nella bacheca Pinterest de La yurta nel bosco.


 

La natura è una risorsa preziosa e indispensabile per l'equilibrio psicofisico di tutti e soprattutto dei bambini “moderni”, come ben spiega Richard Louv nei suoi libri. L'obiettivo della Yurta nel Bosco è quello di riavvicinare i bambini e le loro famiglie al contatto con la natura, all'esperienza reale, emozionale, creativa e fisica con il mondo. Tutto ciò è possibile. Anche a Milano!

Più verde non si può!

Francesca Lanocita

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