Mostra “obbligatoria”
Se non suonasse stonato obbligare qualcuno a fare qualcosa, la mostra munariana “Vietato non toccare” potrebbe intitolarsi “Obbligatorio andare” o “Peccato uscire”.
Del resto ho praticamente obbligato Z. a venirci. All’ingresso Z. non era molto convinto, anzi era proprio contrariato, ma una volta dentro…
Ci hanno appiccicato un bollino blu che Z. esibiva con orgoglio, abbiamo tolto le scarpe (lui con altrettanto orgoglio ha fatto da sé) e poi il gioco è cominciato.
Quattro tappe: scatole magiche da scoprire in/con tutti i sensi; tane da esplorare con curiosità per trovare quella “giusta”; fogli da riempire con la tecnica del frottage e storie da inventare. Z. ha promosso la mostra-gioco a pieni voti (“mi sono piaciute di più le tane e le storie”). Io l’ho gradita solo a metà: qualche tempo prima ci avevo portato A., ho riprovato lo stesso stupore ma minore attenzione ai dettagli, peccato.



