Un milanese alla crociata: il prode Anselmo

Si riferisce a un periodo di lotte molto aspre, quando nel periodo del libero Comune, tra l’XI e il XII sec. i rapporti tra la popolazione ed i suoi vescovi non erano idilliaci, poiché i prelati erano espressione di una lunga mediazione tra gli imperatori germanici e il papa. Il loro prestigio nasceva o si accresceva per la capacità e volontà di dimostrare di essere a pieno titolo i rappresentanti della chiesa ambrosiana, difendendo i diritti e l'autonomia della città dai soprusi dei potenti stranieri e locali.
Vescovo della Milano del XI sec. a un certo punto fu tal Anselmo da Bovisio, imposto sulla cattedra già di Ambrogio dal legato pontificio, con il disappunto della cittadinanza. Anselmo, aristocratico del contado, già prevosto in san Lorenzo, ricevette tutti gli "ordini" da vescovi estranei alla provincia ecclesiastica milanese, senza un avvallo del clero cittadino. Emerse ben presto lo stato d'animo esasperato e malevolo dei milanesi con cui le azioni del nuovo arcivescovo erano accolte e commentate. Tra gli oppositori, i maggiori motivi di astio erano mossi da un umile prete di nome Liprando, di servizio all'antica e scomparsa Chiesa di S. Trinità, presso il Borgo degli Ortolani (l’attuale Chinatown).

Tutto ciò che rimane oggi dell'antica chiesa della Santissima Trinità: un campanile stretto nel cortile di un condominio di VIa Giannone a Milano.
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a cura di Ciabattine
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