Il manifesto dei diritti alimentari dei bambini

Mettere le mani in pasta per cucinare, coltivare cibo in vaso o nell’orto, passeggiare in un bosco a raccogliere castagne, fare insieme la spesa, essere trattati con onestà, senza bugie o sotterfugi: i bambini hanno diritto a un’educazione alimentare continua e prolungata che non si limiti a dettare regole e trasmettere informazioni ma che permetta di connettersi con la natura e fare un ampio ventaglio di esperienze significative. E hanno diritto ad avere a fianco, a casa e a scuola, adulti che vivano questo impegno come un’opportunità che ha ricadute positive su grandi e piccoli in termini di salute, di qualità delle relazioni a tavola, di acquisizione di competenze, di consapevolezza.
Quando si pensa che l’educazione alimentare riguardi solo gli aspetti nutrizionali, allora la sua responsabilità tende a ricadere unicamente su genitori e insegnanti. Ma la relazione dei bambini con il cibo non è una questione privata. Dipende anche dai modelli culturali e produttivi, dalle scelte politiche (basti pensare a chi scrive i capitolati delle mense scolastiche), dalla comunicazione, dall’approccio educativo della propria comunità di appartenenza, che può vedere il cibo solo come un carburante per la macchina-uomo oppure come un elemento culturale vitale che ci lega alla natura e che deve nutrire la psiche oltre che il corpo.
Il Manifesto dei diritti alimentari dei bambini, che in questi giorni compie 14 anni, abbraccia temi come la relazione con la terra, il valore affettivo dei pasti, il rispetto dei bisogni individuali, le scelte etiche, la manualità e vuole essere uno spunto di riflessione e discussione sui principali aspetti di cui vale la pena tenere conto per aiutare i bambini a diventare, un giorno, adulti capaci di godere del piacere della convivialità e di nutrirsi bene, nel rispetto di sé stessi e dell’ambiente.
Naturalmente i modelli alimentari cambiano al mutare delle informazioni scientifiche, dei gusti, delle mode, delle filiere di produzione, della creatività del mondo della gastronomia. E così cambia anche il Manifesto. A breve lo aggiorneremo, per tenere conto di aspetti oggi rilevantissimi come la qualità delle mense scolastiche, la sostenibilità e perfino la presenza invadente dei cellulari a tavola.
Prima di modificarlo, però, aspettiamo i vostri consigli e le vostre riflessioni. Dunque leggete, parlatene e mandateci i vostri suggerimenti attraverso commenti, messaggi pubblici o privati, email. Qualche settimana di attesa e poi nascerà il nuovo Manifesto dei diritti alimentari dei bambini.

Scarica il Manifesto in formato pdf

Di Federica Buglioni
Con il patrocinio della:

Traduzioni:




