Con le pinne e gli occhiali (senza fucile)


Finita la scuola le spiagge cominceranno ad animarsi di bambini armati di retini e secchielli, pronti ad appostarsi tra gli scogli, per catturare granchi, ricci, patelle, gamberetti e tutte le piccole creature marine che vivono al confine tra la terra e il mare. Io penso che ai nostri bimbi dovremmo regalare più maschere e meno retini.
Maschera, boccaglio e pinne, infatti, sono gli strumenti della scoperta, dell’osservazione e della meraviglia, ci abituano a guardare gli animali a distanza, con rispetto, come un bene che non ci appartiene. Il retino, invece, ci spinge a catturare, ad appropriarci prima ancora di capire e conoscere. È “l’altro” modo di concepire il mondo naturale.

Cosa c’entra tutto questo con la cucina?

C’entra, perché tra venti o trent’anni i nostri figli dovranno avere imparato bene che la natura che ci nutre è un bene comune da rispettare e difendere; altrimenti, come dimostra il rapporto di Legambiente sul ruolo delle ecomafie nell'agricoltura italiana, rischieranno di mangiare male e solo per il profitto altrui. Credo che oggi l'educazione alimentare sia per noi genitori una sfida complessa e di enorme responsabilità, perché non dobbiamo più soltanto convincere i nostri figli a consumare frutta e verdura; dobbiamo anche fare di loro dei consumatori attenti, esigenti e consapevoli dei propri diritti. Tanto vale cominciare divertendoci, con maschera e boccaglio.

E se vogliamo tuffarci con Edoardo Vianello nelle acque del 1962...

Di Federica Buglioni

 

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