Il Duomo: una cattedrale, una piazza, un museo e una foresta di guglie


Il Duomo di Milano. Non ho mai spiegato come sia stato motivo di vanto e orgoglio per generazioni di milanesi. Ne aveva modellato l'identità, soprattutto durante la sua lunga storia costruttiva (durata quasi ben 500 anni!). Quando anche l'ultima lastra della facciata fu posata (all'inizio dell' Ottocento, per volontà di Napoleone), questa spinta via via si smarrì e perse la vita per divenire una memoria di pietra: un po' come quella che abbiamo oggi!

Allora cos'è oggi il Duomo per noi?

Il più vasto edificio sacro della città non è solo la nostra cattedrale, ma uno spazio urbano vastissimo che si compone di più realtà. Innazitutto il valore di una Chiesa dedicata alla Madonna (riprodotta tutta d'oro e piccinina in sommità,  a protezione della comunità), una piazza che la contiene, circondata da portici su tutti i lati, un museo che ne conserva i tesori e alcune parti costruttive (in primis, le guglie più antiche!), un edificio con in cima un orologio, e infine un'enorme mole di pietra di Candoglia: una scultura con una terrazza a copertura, circondata di guglie elevate al cielo, che fino al secolo scorso sovrastava tutti i tetti del centro cittadino.

Iniziamo col dire che fu il più grande e antico cantiere cittadino e impregnò di sé l’intero abitato, non solo visivamente (con un forte impatto sullo skyline cittadino) ma nella vita dei singoli, che spesso donavano tributi in denaro o in ore lavorative, e anche nel linguaggio comune. Pensate che entrarono nell’uso quotidiano parole dedicate a questi “lavori in corso”: per esempio AD UFO proviene dalla scritta impressa nei barconi pieni di materiali per la cattedrale, ad Usum Fabricae Operis. O ancora il famoso  MAGUTT  non è che l’abbreviazione di  magister carpentarius, Mag Ut, presente nei libri di cantiere.

Persino la forma urbana fu in qualche modo influenzata dalle attività correlate alla costruzione del Duomo: la fossa interna dei Navigli, in primis, che doveva veicolare i barconi carichi di legname e pietre per la fabbrica venne regolarizzata e allargata.  Ma ciò che più risentì della presenza di questo ingombrante inquilino fu la forma della piazza che dovette ben presto attrezzarsi per ospitarlo. Fino all'Ottocento infatti era ben diversa. Per costruire i Portici, che oggi circondano il quadrilatero su tutti i lati, dovettero essere spianati ben due quartieri: il Rebecchino sul lato meridionale (verso Via Mazzini per intenderci) e la zona dei Due Muri (oggi occupata dai portici meridionali e dalla Galleria). Inoltre per ottenere un vero e proprio spazio aperto che permettesse una visuale continua da qualunque parte vi si giungesse, venne eliminato il Coperto dei Figini, un lotto porticato a più piani che ospitava parecchie botteghe storiche.

 

TEL: 0289015321

Museo del Duomo. Piazza del Duomo 12

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