Skip to main content

Le nuove sfide dell’insegnante

Le nuove sfide dell’insegnante

Se proviamo a pensare ai docenti che hanno accompagnato la nostra formazione, e ai ricordi che abbiamo di loro, possiamo confrontare la scuola di ieri e quella odierna. Oggi pare ci sia del malcontento tra gli insegnanti che, relazionandosi sempre di più con alunni che sfidano – anche apertamente – regole e disciplina, sono alle prese con un delicato lavoro che riguarda la loro dignità professionale.

Insegnanti che, mentre in tempi passati trovavano nelle famiglie un supporto e un accordo rispetto all’educazione di bambini e ragazzi, oggi si trovano spesso a dover “lottare” con genitori che chiedono spiegazioni in merito a note, punizioni o voti negativi attribuiti ai figli.

È invece importante che le famiglie percepiscano il docente come un alleato, che può quindi aiutare a trovare delle soluzioni rispetto a eventuali comportamenti del bambino che risultano inadeguati nel contesto scolastico.

La complessità della scuola di oggi lancia delle continue sfide al maestro, il cui campo d’azione non è limitato solamente all’aula e agli scolari, ma appunto si allarga anche alla famiglia e al contesto sociale. Basti pensare alla creazione dei gruppi su WhatsApp, che sempre più hanno la tendenza a sostituire il diario utilizzato per lo scambio di comunicazioni scuola-famiglia: lo scambio di informazioni tramite il diario rimane un obbligo per le insegnanti e una responsabilità per i bambini.

Se i genitori, invece, utilizzano questi gruppi per comunicare ed evitare così ai figli il rimprovero della maestra, il rischio è di creare una situazione svantaggiosa per i bambini stessi.

Infatti i bambini hanno bisogno di sbagliare e di apprendere dai propri errori, anche attraverso il conferimento di limiti e l’assunzione di responsabilità: se questa esperienza viene a mancare, il rischio è appunto di limitare l’autonomia del bambino. Inoltre, la chat può talvolta essere utilizzata con leggerezza, magari criticando l’insegnante o esasperando piccole problematiche di ordinaria quotidianità. Questo tipo di comunicazione virtuale potrebbe così alimentare liti, rabbia e rancori.

Ieri come oggi, resta invece centrale l’importanza del rapporto scuola-famiglia, soprattutto di fronte a difficoltà che si possono incontrare nell’evoluzione dei bambini.

Chi vive nella scuola, entra a contatto con un’infanzia che presenta risorse, punti critici e sfide sempre nuovi, e comprende dunque come il modo di “fare scuola” non possa essere uguale a quello del passato. Tuttavia, al di là del tempo, è un rapporto speciale quello che, sin dai primi anni di scuola, lega il bambino alla maestra o all’insegnante, poiché si crea una relazione colorata affettivamente che rappresenta un fattore di protezione, capace di influenzare positivamente il percorso evolutivo e il rendimento scolastico del piccolo. La maestra è per l’appunto un adulto significativo e di riferimento per il bambino che cresce, è il primo adulto in questo senso che il piccolo incontra al di fuori della sfera familiare e nel quale trova o dovrebbe trovare quell’ascolto e quella accettazione che generano un senso di sicurezza affine, seppur con differenziazione, a quello familiare.

Certamente essere “maestro” richiede una costante disponibilità a riflettere e imparare: maestri non si nasce ma lo si diventa giorno dopo giorno, in un processo di continuità che rende il rapporto bambino-insegante speciale e insostituibile. Viste le difficoltà che caratterizzano oggi il contesto scolastico, inoltre, può essere utile la presenza di figure specializzate che possano supportare l’insegnante: è importante infatti che al docente siano dati i giusti strumenti per capire le nuove generazioni e gestire le relazioni con gli studenti, come altrettanto importante è supportare alunni e genitori, qualora presentino fragilità.

Per tornare sul confronto tra passato e presente, nell’ottica dell’insegnante, ciò che di positivo è stato offerto dal passato deve essere rivisto alla luce dei cambiamenti sociali con gli opportuni adeguamenti, ma anche con la consapevolezza che i bambini di oggi, allo stesso modo di quelli di ieri, hanno bisogno di saldi punti di riferimento.

L’importanza di chiamarsi “maestro” è motivo di orgoglio per chi ancora crede in questo ruolo e lo esercita dunque tramite autorevolezza, rispetto e comunicazione con la famiglia, e tramite uno sguardo e un’attenzione rivolti a ciò che sarà, ma in grado anche di appoggiarsi a ciò che è stato.

Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus
Via Amedeo D’Aosta, 6 – Milano
info@pollicinoonlus.it - www.pollicinoonlus.it
800.644.622

Iscriviti alla newsletter

Restiamo in contatto:

resta aggiornato sulle attività da svolgere nel tempo libero a Milano con i bambini  e ricevi nostri post di approfondimento.

Risorse gratuite da scaricare

Pappa d'asilo

Pappa d'asilo

Le migliori ricette dell’asilo, da preparare a casa

cucina sicura

Cucina sicura

Una guida in formato pdf sul tema della sicurezza in cucina

Montessori in cucina

Montessori in cucina

Un ampio estratto del libro 60 attività Montessori in cucina

foglia di salvia

Foglia di salvia

Viaggio intorno a una foglia di salvia: scarica il pdf gratuito