Le bugie dei bambini: alcune riflessioni utili per i genitori

Intorno ai tre e i quattro anni, i bambini cominciano a dire cose differenti dal vero. Non stiamo parlando di bugie in senso stretto, ma di uno sviluppo della fantasia: i piccoli utilizzano la loro immaginazione per raccontare le cose come vorrebbero che fossero.
Di fronte a un racconto fantastico del figlio o della figlia, i genitori non dovrebbero essere irritati, ma piuttosto sostenere la sua inventiva, stimolare il suo pensiero e fargli/le raccontare sempre di più, favorendo in questo modo un’evoluzione dei processi cognitivi.
Fino ai cinque anni, quindi, spesso si tratta ancora di pseudo-bugie in quanto, nonostante ci sia un principio di intenzionalità, il bambino non sempre distingue chiaramente ciò che è reale da ciò che è fantastico. In questa fascia d’età, i piccoli utilizzano tali “bugie” per difendersi dai possibili rimproveri dei genitori, attraversano la fase del “non sono stato io” e, ad esempio, accusano il cane di aver rotto il vaso!
Successivamente, tipicamente durante l’età scolare, il bambino acquisisce consapevolezza del significato di menzogna. In questo periodo, arricchito dal desiderio di accettazione da parte degli adulti e dalla volontà di effettuare dei passi verso una maggiore autonomia, è bene cercare di capire il comportamento del bambino e quali segnali stia inviando.
I piccoli dicono le bugie soprattutto per evitare di ferire i sentimenti di qualcuno al quale vogliono bene, oppure per non deludere i propri genitori (con l’intento di passare un immagine di sé che sia la più vicina possibile a quella auspicata dalle figure di riferimento). Un altro motivo per cui i bambini possono dire le bugie è liberarsi dalla supervisione degli adulti e dalle loro preoccupazioni come, ad esempio, rispetto a giochi fatti con i compagni che magari mamma e papà non condividono.
Spesso i genitori si chiedono come comportarsi davanti a queste situazioni: ecco alcune considerazioni che si possono tenere a mente!
Prima di tutto, è bene fare un quadro generale della situazione e inserire la bugia nel suo contesto. Bisogna cercare di rimanere sereni, dotarsi di pazienza e contestualizzare la menzogna tenendo conto dell’età e del momento in cui viene detta. È possibile sentirsi ansiosi o scontenti di fronte alle bugie del figlio e non capirne il motivo, ma avere un atteggiamento aggressivo nei confronti del bambino rischia di condurlo a chiudersi ancora di più in se stesso.
Può essere utile invece affrontare la situazione con calma e senza irruenza, per evitare di far sentire il piccolo inadeguato ed aprire la via del dialogo, cercando un’intesa, ponendo i giusti paletti e sottolineando la rilevanza della sincerità e della fiducia reciproca.
Infine, i genitori sono un modello per i propri figli. A volte anche gli adulti di riferimento mentono, magari per evitare un’emozione spiacevole ai bambini o con l’intento di far eseguire loro un determinato compito: nonostante le buone intenzioni, non dimentichiamo però che questo atteggiamento potrebbe essere preso come esempio e imitato.
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