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La scuola a distanza: le regole, i consigli e le indicazioni del MIUR

La scuola a distanza: le regole, i consigli e le indicazioni del MIUR

La didattica a distanza è una nuova esperienza per tutti. I bambini, le maestre e i genitori stanno cominciando a orientarsi, a volte con fatica, in questo inaspettato modo di insegnare, di restare in contatto, di studiare e di imparare. È inevitabile che ognuno si scontri con dubbi, errori e difficoltà.

Per questo motivo il MIUR è intervenuto con una nota di chiarimento, scaricabile dal sito del Ministero, che offre uno sguardo ampio e indicazioni utili. Abbiamo provato a riassumerne i punti salienti:

1. Fare scuola significa fare comunità

La nota invita tutta la comunità educante a “mantenere viva la comunità di classe, di scuola e il senso di appartenenza, combattere il rischio di isolamento e di demotivazione”. Dobbiamo tutti impegnarci in questa direzione.

2. Lo Stato garantisce il diritto all’istruzione
Si tratta di un principio costituzionale: il processo di studio e apprendimento non deve e non può essere interrotto.

3. Qual è lo scopo principale della “didattica a distanza” in questo periodo?

La didattica a distanza deve essere uno strumento di “costruzione ragionata e guidata del sapere attraverso un’interazione tra docenti e alunni.”
Questo è un passaggio fondamentale: mandare compiti e schede NON è fare didattica. Scrive il Ministero: “Il solo invio di materiali o la mera assegnazione di compiti, che non siano preceduti da una spiegazione relativa ai contenuti in argomento o che non prevedano un intervento successivo di chiarimento o restituzione da parte del docente, dovranno essere abbandonati, perché privi di elementi che possano sollecitare l’apprendimento”. Al centro, quindi, resta la qualità della relazione.


  • Per la scuola dell’infanzia: va privilegiato il contatto diretto tra bambini ed educatori (naturalmente con l’aiuto dei genitori) anche solo con messaggi vocali o video, in modo da dare continuità alle relazioni.
  • Per la scuola primaria: il Ministero chiede attenzione affinché i bambini non passino troppo tempo davanti agli schermi. Servono quindi pause e attività da svolgere in autonomia che non richiedano l’intervento dei genitori.

4. Quanti compiti?

Il Ministero chiarisce che occorre evitare sovrapposizioni e curare che la quantità di compiti assegnati sia concordata tra i docenti, in modo da scongiurare il carico eccessivo.

5. Privacy

La scuola non deve richiedere nuovamente il consenso al trattamento dei dati personali per coinvolgere gli studenti nella didattica online.

6. Percorsi didattici, non passatempi

Le attività proposte dalla scuola devono essere frutto di una progettazione dove ogni attività è connessa alle altre. Per questo motivo occorre, scrive il MIUR, “riesaminare le progettazioni definite nel corso delle sedute dei consigli di classe e dei dipartimenti di inizio d’anno, al fine di rimodulare gli obiettivi formativi sulla base delle nuove attuali esigenze”.

Ogni docente, quindi, ha il compito (a) di riprogettare le attività didattiche, (b) di evidenziare i materiali di studio e la tipologia di gestione delle interazioni con gli alunni e (c) di depositare la nuova progettazione agli atti dell’istituzione scolastica, tramite invio telematico al Dirigente scolastico. Tale progettazione deve tenere conto anche delle esigenze degli allievi con disabilità, con DSA o con BES non certificati, per i quali il Dirigente deve attivare le procedure per assegnare ogni altro sussidio didattico necessario, inclusi hardware e software.

7. Disabilità
Il Ministero chiede di non interrompere i processi di inclusione.
Gli insegnanti di sostegno devono restare in contatto con i ragazzi con disabilità e con i loro genitori, ma devono farlo anche gli altri insegnanti, perché l’alunno con disabilità deve essere “oggetto di cura educativa da parte di tutti i docenti e di tutta la comunità scolastica”. Per i ragazzi con disabilità sensoriali (non vedenti, ipovedenti, non udenti e ipoacusici) i Dirigenti scolastici devono verificare che ciascun alunno o studente sia in possesso degli ausili e sussidi didattici necessari.

8. Valutazioni

Le valutazioni sono necessarie, secondo la nota, non per premiare o sanzionare ma per permettere agli studenti di ottenere una restituzione rispetto al lavoro svolto e comprendere i propri errori e le proprie lacune.



Scrive la maestra Enrica Buccarella, nel bellissimo articolo Forse un giorno qualunque che vi inviamo a leggere direttamente sul blog di Topittori:

“…non possiamo certo illuderci, genitori, e maestre prima di tutto, che assegnando ai bambini dei compiti, scrivendo sul registro elettronico indicazioni per svolgere operazioni, esercizi di grammatica o pagine da studiare si stia facendo qualcosa di buono. Se la situazione è così drasticamente cambiata penso che debba cambiare anche il nostro modo di concepire le attività che proponiamo ai bambini.”


Ci aspetta una strada nuova dove, prima di affrettarsi a cercare risposte, vale la pena sostare per lasciare affiorare le domande. Il tempo non manca.

 

NEWS
venerdì 20 marzo

In arrivo per le scuole 8,2 milioni di euro per potenziare la didattica a distanza, attraverso la figura dell’animatore digitale. Ogni scuola riceverà un contributo di mille euro che potrà essere utilizzato per la formazione dei docenti, anche online, su modalità didattiche innovative.

Leggi la notizia sul sito del MIUR

January 16th, 2010"January 16th, 2010" by Mr Jan is licensed under CC BY-NC-SA 2.0



Federica Buglioni

Di Federica Buglioni

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