Asilo nido: come e perché sceglierlo

L'intelligenza multipla
I “nuovi bambini” arrivano per contribuire a questo cambiamento e vengono alla luce con talenti già attivati: l’intelligenza è diventata multipla, l’intuito è molto spiccato, possiedono ritmi di apprendimento più veloci e un alto quoziente di intelligenza emotiva. Oggi, infatti la sensibilità non è più sinonimo di debolezza di carattere e l’intuizione è una capacità richiesta ai giovani durante il colloquio di lavoro.
Il problema è che il sistema scolastico, in generale, non è cambiato e pretende di istruire i bambini di questo millennio con metodi ormai obsoleti che stimolano soltanto la sfera cognitiva ignorando la loro mente olistica. Spesso i nuovi genitori, una generazione che ha vissuto questi cambiamenti, in transizione, quasi passivamente, non hanno gli strumenti per riconoscere e comprendere queste nuove caratteristiche e possono facilmente sbagliare nell’approcciarsi preoccupandosi, magari, di un’iperattività o di problemi di attenzione quando, in queste tendenze, non c’è spesso niente di sbagliato.

Socializzazione, educazione e benessere emotivo
La prima infanzia è un momento fondamentale per il processo formativo del bambino, è il momento in cui deve essere dedicata attenzione alle forme di socializzazione e di educazione affinchè si sviluppi al meglio la sua vera identità. I genitori, a volte, per motivi per lo più lavorativi, riescono a vedere i figli solo la sera, e quindi non riescono sempre a trovare la possibilità di interagire con loro nel miglior modo. Oggi la famiglia sta vivendo un periodo difficile con bambini sempre più svegli e genitori sempre più distratti dagli impegni.
É opportuno capire che i bambini hanno assoluto bisogno di affetto anche espresso nei limiti e nelle regole, perché essi non sono ancora in grado di scegliere per sè stessi: tramite i limiti, potranno formarsi una personalità forte, imparare a conoscere sé stessi e sentirsi più sicuri e protetti imparando a vincere le sfide quotidiane e ad interagire con sè e con gli altri, tramite l’amore incondizionato, che non è il viziare, imparano a distinguere il bene dal male, perché soprattutto con amore si dice un No!
I bambini, anche i più piccoli, per i tanti stimoli che ormai ricevono, tendono ad una quasi naturale autonomia dai genitori i quali, in parte, soffrono di una fragilità collimante con lo sviluppo di un modo di comunicare generato dalle nuove tecnologie. In questo cambiamento il genitore finisce con il perdere la propria autorevolezza. Fondamentali i momenti di gioco insieme, il quotidiano dialogo, il contatto fisico, l’empatia, la comunicazione tramite lo sguardo, il sorriso I risultati sono preoccupanti sul piano della formazione: i bambini pagano l’assenza di un’infanzia “sana” col loro benessere emotivo.
Anche per far fronte a questa situazione sono nati gli asili nido, dedicati ai bambini da 0 a 3 anni, che si sono rapidamente moltiplicati, soprattutto a Milano, in quanto ritenuto un servizio indispensabile alle nuove coppie genitoriali in cui entrambi lavorano.
Il servizio che l’asilo nido offre è vario e dipende molto da chi lo gestisce, dalla pedagogia applicata, dalla quantità di bambini che la struttura sopporta, dalla qualità delle competenze delle educatrici e, ancora più importante, da quanto amore viene dispensato nello svolgimento dell’attività. Perché accudire un bambino non è soltanto intrattenerlo, nutrirlo, pulirlo e farlo dormire.
Educare viene dal verbo educere, tirar fuori ciò che sta dentro, e il compito di un asilo nido è di portare ogni bambino a tirar fuori il meglio di sé all’interno di una cornice di affetto, tenerezza e gioia. Tramite il rapporto quotidiano con le educatrici e con gli altri bambini ogni soggetto inizia a esplorare il proprio personalissimo universo e l’unico modo per tirar fuori il meglio è lasciare che esca fuori anche il peggio, ammesso che si possa usare questo termine. E’ indispensabile lasciare ad ogni bambino la possibilità di esprimersi. Ogni individuo porta il proprio bagaglio famigliare, le paure, gli entusiasmi, i pianti e i sorrisi dei papà, mamme, nonni e zii, quando non porta la personalità della sorella o del fratellino.
All’interno del bido i bambini imparano a conoscere adulti diversi e nel tempo a fidarsi di loro. Con il tempo si instaura anche una relazione affettiva per niente scontata. Da quel momento le emozioni saranno prevalentemente positive. Ma quanta strada hanno fatto! E insieme a loro i genitori, che hanno dovuto superare ansie, sensi di colpa, critiche dei parenti che magari volevano i bimbi a casa con loro.
L'inserimento al nido
Uno dei passaggi più difficili è l’inserimento. Nessun genitore è pronto a lasciar il figlio al nido. Oltre al pensiero di arrivare al lavoro puntuale ha il cuore in pezzi. Ci vuole un po’ di tempo perché la cosa diventi normale e poi piacevole. Consapevole di questo fatto, io stessa, nella mia struttura, ho iniziato a fare dei piccoli video dei bambini appena dopo il saluto, da inviare ai genitori. Mentre loro erano, magari, in pensiero per le lacrime delle loro “polpettine”, le stesse cinque minuti dopo giocavano e ridevano. Ci voleva il video per credere e soprattutto placare l’ansia della separazione!
Al nido i bambini imparano anche a dormire, ad aver un ritmo che li aiuterà poi a casa. Tanti arrivano senza orari di sonno corretto sia per loro che per i genitori. Ci vogliono almeno due mesi perché acquisiscano un ritmo che permetta uno stile di vita più consono alla loro età e ad una convivenza equilibrata con i genitori.
La frequenza al nido aiuta il bambino nell’alimentazione. Una buona educatrice non asseconda i capricci ma non insiste. Servono pazienza e fermezza. Un ambiente calmo e piacevole aiuta molto.
Personalmente cerco di variare il menù ogni settimana, a pranzo spengo la musica che ci fa sempre compagnia e parliamo il meno possibile. Assaporare e masticare bene ciò che si mangia è molto educativo. Esiste un ritmo anche per mangiare.
Giocare all'aria aperta
Anche il rapporto con il mondo esterno e con la natura influisce nei primissimi anni di crescita di un bambino. La natura oltre a essere molto rilassante offre molta bellezza: colori, profumi, alberi, fiori, il cinguettare degli uccellini e soprattutto l’inatteso, quell’ ingrediente a sorpresa che può offrire emozioni diverse.
In un giardino o al parco si conoscono sempre bimbi e adulti diversi ogni giorno. Si impara a socializzare a entrare o meno in sintonia con gli altri, ad aver preferenze e simpatie, a rubare e condividere i giocattoli, a litigare e a flirtare... a conoscere tate e nonne, altre mamme e nei casi rari, altri papà. Per non parlare delle diverse lingue parlate e sentite. Io ho la fortuna di avere davanti al Nido un parco dove porto i bambini ogni giorno a giocare se è bello, o soltanto a passeggiare se fa troppo freddo. E questo mi ha fatto toccare con mano i vantaggi di una simile esperienza.

Cristina Freire Salles
è laureata in Scienze dell’Educazione presso l’Università Cattolica di Milano, Master in Operatore per la Cura della persona e della famiglia e insegnante di Educazione Cinestesica e facilitatrice di Brain Gym International. E' titolare di Felicetà, micronido d'infanzia in via Barinetti 1 a Milano



