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Dalla tavola familiare alla mensa scolastica: un passaggio tra curiosità e timore

Dalla tavola familiare alla mensa scolastica: un passaggio tra curiosità e timore

L’ingresso a scuola rappresenta per un bambino la prima concreta esperienza di separazione dalla mamma e dall’ambiente familiare: questo compito può sovente costituire una fatica che, nei piccoli, difficilmente trova espressione attraverso il canale verbale. Il bambino può allora indirizzare le sue emozioni su altro ed esprimerle in una maniera differente: per esempio nel rapporto con il cibo.

Talvolta, il cibo può così essere utilizzato come canale per manifestare il malessere rispetto a questo passaggio che, insieme al piacere, alla sorpresa e alla scoperta, porta con sé la paura di essere abbandonati e di entrare in un luogo sconosciuto, oltre al dubbio rispetto al potersi fidare delle nuove figure adulte di riferimento e dei coetanei.

Attraverso i sensi il bambino si muove nel nuovo ambiente, con curiosità e timore, esplora e scopre cose che prima gli erano ignote. È anche attraverso la bocca e il gusto che il bambino conosce ciò che lo circonda, trasformando dunque l’atto del mangiare dalla mera soddisfazione di un bisogno, alla disponibilità ad accogliere o meno qualcosa che proviene dal mondo esterno ancora estraneo.

Transitori periodi di inappetenza o selettività alimentare, o ancora di rifiuto per il cibo, possono veicolare e tradurre l’iniziale fatica dei bambini per l’ingresso nel nuovo ambiente.

Nonostante le bizzarrie alimentari non sempre sfocino in quadri sindromici veri e propri o in disturbi strutturati, le difficoltà di questo tipo che i bambini portano nell’ambito scolastico possono celare messaggi legati a un disagio temporaneo, relativo appunto all’ingresso a scuola e all’accettazione dei nuovi limiti e delle nuove figure adulte.

Nel sostegno dei genitori o di altri adulti “familiari”, i bambini ricercano e trovano risposte relative al potersi fidare o meno delle nuove persone che incontreranno. Se da un lato i racconti dei genitori rispetto al mondo della scuola promuovono curiosità e fiducia e, in generale, una modalità di approccio più serena nei bambini in questo momento così delicato, dall’altro bisogna tenere presente la profonda sensibilità dei piccoli alle paure e alle ansie genitoriali. Potersi fidare e affidare dipende dunque, in buona parte, anche da quanto gli adulti di riferimento sono disposti a fare lo stesso e da come affronteranno loro stessi questo inserimento.

Se i genitori per primi crederanno e si fideranno della “bontà” del nuovo ambiente e delle persone che ne fanno parte, anche i bambini saranno facilitati a farlo!

Con l’ingresso a scuola, un altro importante passaggio che il bambino si trova a dover gestire è quello dal tavolo della famiglia alla mensa collettiva:

quello che era un momento di “cibo – amore”, caratterizzato quindi principalmente dallo scambio di pietanze e affetti tra il piccolo e i genitori, arriva a comprendere anche aspetti di gioco e convivialità, rispetto ai quali è necessario imparare nuove regole e nuove abilità sociali. Proprio per questo l’ambiente che il bambino incontra deve evitare metodi educativi eccessivamente rigidi, impersonali, punitivi o la mancanza di un’attenzione specifica alle particolarità individuali che potrebbero invece far insorgere nel bambino comportamenti ostili o resistenti.

L’assunzione di questo compito pertiene primariamente alle insegnanti che si trovano a dover promuovere e sostenere l’avvicinamento dei piccoli a quella che potremmo considerare una nuova cornice culturale, con le regole che questa comporta. Affinché ciò sia possibile, il luogo che il bambino incontra deve poter riprodurre, almeno nei primi anni, un luogo di accudimento e protezione, dove potersi sentire considerati e inclusi. Al fine di vivere questo momento con piacere e convivialità, per le maestre sarebbe quindi utile vedere i bambini prima come individui, dando ascolto alle loro peculiarità soggettive, e solo in un secondo momento come soggetti parte di un gruppo.

 

L'associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus promuove le iniziative di prevenzione ed intervento sui disordini del comportamento alimentare. Si rivolge innanzitutto ai genitori in quanto interlocutori privilegiati del bambino e soggetti sofferenti rispetto al disagio del proprio figlio.

Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus
Via Amedeo D’Aosta, 6 – Milano
info@pollicinoonlus.it - www.pollicinoonlus.it
800.644.622

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