Riflessioni sulla scuola: parliamo di homeschooling

L’educazione parentale è l’istruzione impartita dai genitori o da altre persone scelte dalla famiglia ai propri figli.
Si può coinvolgere nell’educazione chiunque abbia la capacità di trasmettere conoscenza, sfruttando tutte le fonti competenza che sono disponibili nell’ambiente circostante alla famiglia. Alcuni genitori preferiscono seguire degli orari giornalieri, utilizzando i testi e programmi scolastici, altri si affidano a un apprendimento più naturale e spontaneo dove si assecondano i bisogni, gli interessi e le capacità dei figli divenuti aiutanti e guide.
Chi sceglie di educare a casa è sottoposto solo alla Legislazione Statale, non è quindi soggetto a norme regionali, né provinciali, e uno studente può coprire tutto il proprio percorso di studi (fino all’università) senza mai mettere piede in aula.
Il fenomeno, che coinvolge genitori di ogni estrazione sociale e livello culturale, in Italia si articola in tre forme: l’educazione domiciliare da parte di genitori che impartiscono ai figli l’istruzione; le scuole parentali in cui cooperative di famiglie si mettono insieme per educare senza formare scuole paritarie. E infine l’istruzione attraverso il web.
Un contro-sistema educativo che si oppone al baluardo didattico della scuola, una reazione a un sistema ritenuto inefficiente e costrittivo, una scelta estrema che può rivelarsi rischiosa sia per gli studenti, allontanati dal mondo esterno, sia per i genitori, il cui atteggiamento tradisce un bisogno di onnipotenza in grado di soffocare e intrappolare in una ragnatela l’altro da sé.
Per fare luce su questa nuova tendenza, abbiamo interpellato alcuni esperti:
Home schooling: intervista a Laura Pigozzi
psicanalista lacaniana, è impegnata a leggere le questioni che riguardano le famiglie, il femminile e la voce alla luce della pratica e della teoria analitica. Il suo ultimo libro uscito per Nottetempo Mio figlio mi adora è dedicato ai “ragazzi che hanno la necessità biologica, psichica ed etica di sopravvivere al troppo amore dei genitori”. Un testo potente, a tratti duro, che invita le famiglie ad aprirsi all’alterità del mondo per donare ai figli ali grandi, forti, necessarie per il volo della vita.
Intervista a Franco Lorenzoni
fondatore e coordinatore dal 1980 de La Casa-laboratorio di Cenci ad Amalia, un centro di sperimentazione educativa che ricerca intorno a temi ecologici, scientifici, interculturali e di inclusione. Per questa attività ha ricevuto nel 2011, insieme a Roberta Passoni, il Premio Lo Straniero. Attivo nel Movimento di Cooperazione Educativa, ha di recente pubblicato con Sellerio “I bambini pensano grande. Cronaca di una avventura pedagogica”.
Intervista a Monica Guerra
docente presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione dell’Università di Milano-Bicocca e ricercatrice di Didattica, pedagogia speciale e ricerca educativa. Monica Guerra si occupa in particolare di progettazione e analisi dei contesti per l’apprendimento e di forme di innovazione scolastica. È presidente fondatrice dell’associazione culturale Bambini e Natura e, con la collega Francesca Antonacci, cura il blog Una scuola (unascuola.blogspot.it).







