Un cordone preziosissimo

Le donazioni che le neomamme possono fare del cordone ombelicale sono diminuite drasticamente, annuncia Basilio Tiso, direttore sanitario della clinica Mangiagalli. L' ospedale in Via della Commenda è la fabbrica delle nascite milanesi: circa settemila bebè all'anno. Questo calo delle donazioni mette in crisi la vita di molti malati. Nel sangue contenuto nel cordone ombelicale, infatti, si trovano delle preziosissime cellule staminali

che possono essere utilizzate, per curare leucemie, talassemie e altre patologie del sistema immunitario.

Le donazioni sono diminuite perchè molte madri, soprattutto quelle che se lo possono permettere, seguendo la moda lanciata da molte mamme vip, preferiscono trasferire a pagamento il cordone all'estero. Il costo di tale operazione va dai 1500 ai 3000 euro, più le spese annuali di mantenimento. Con questa cifra si può portare il proprio sangue placentare in banche straniere, dove viene congelato e conservato per molti anni. E' una sorta di assicurazione sulla vita del nuovo nato, per salvarlo nel caso che possa un giorno aver bisogno di essere curato con le proprie cellule staminali.

Queste banche si trovano all'estero perchè in Italia la legge non prevede ancora il mantenimento del cordone ombelicale a fini privati. Nel nostro Paese la conservazione del proprio cordone, donazione autologa, è ammessa solo in caso di malattie genetiche in famiglia o di una patologia già accertata nel nascituro.

L'allarme lanciato dalla Mangiagalli ha quindi un scopo: sensibilizzare tutte le neomamme a donare il proprio cordone, non solo a fini personali ma per l'intera comunità.

Per raggiungere questo obiettivo, sta per svolgersi un corso organizzato dalla Regione, destinato a 150 ostetriche che saranno "indottrinate" su come affrontare, spiegare e discutere con le partorienti questo delicato argomento.

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