Land art & ice cream
A volersela tirare un po’ si potrebbe dire che abbia realizzato opere di land art. Con Mauro e i suoi figli, E e A abbiamo fatto una passeggiata lungo la ciclabile (sic, i ciclisti perdonino l'invasione di campo) di via Morgagni. di Severino Colombo
L’idea di fare piccole sculture con rami e pezzi di legno caduti a terra è nata come diversivo perché Z e A stavano già pensando di usare i rami come spade, naturalmente ad altezza occhi. Il terreno era duro e non è stato facile piantare i rami (secchi) nelle piccole aiuole adiacenti la pista.
Tenaci, abbiamo vinto noi, una volta messa la “base” i bimbi hanno proseguito mettendo altri rametti: appesi, appoggiati in (precario) equilibrio. Ne abbiamo fatte almeno quattro o cinque giusto prima di arrivare alla gelateria che sta in cima alla via. Il nome non me lo ricordo (deve essere un vizio era già capitato con un’altra gelateria) ma trovarla è facile, sta proprio accanto al bar Blanco e ha davanti uno spiazzo dove volendo si può giocare a rincorrersi.
Ps. Sono ripassato da quelle parti qualche giorno dopo, ma le opere non c’erano più. Che le avesse viste un collezionista? No, erano crollate, toccherà farne di nuove.


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