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Il tunnel di Anish Kapoor
Il tunnel di Anish Kapoor
“Siamo fuori dal tunnel-l-l-l” cantava Caparezza. Ma il bello, a quanto mi ha raccontato una mamma fuori dalla scuola, è starci dentro. Il tunnel è quello dell’artista Anish Kapoor, una galleria di circa sessanta metri dentro cui i visitatori - bambini compresi - si addentrano sprofondando passo dopo passo nel buio. di Severino Colombo
Emozione e qualche brivido. “Soprattutto per il primo della fila” mi ha raccontato Serena che ci ha portato i suoi figli A. e E. Che hanno superato brillantemente la prova del buio, anzi l’hanno ripetuta più volte tasformandola in gioco. Più o lo stesso ha fatto Z. con cui qualche giorno fa ho visitato la mostra (ormai chiusa) di Silvio Wolf al Pac. In questo caso c’era una grande stanza spoglia, alle pareti alcuni specchi oscurati e nell’aria una voce registrata che ripeteva a voce alta nomi di persone da punto diversi dello spazio. Roba concettuale, ma anche molto a misura di bambino: Z. ha trovato una logica, tutta sua, nell’installazione. Eccola: se uno di noi passava davanti allo specchio proprio mentre veniva pronunciato un nome, allora diventava quel nome. È così che siamo usciti con i dati anagrafici cambiati: lui Bruno, io Renato.

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