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Bambini in cucina
Natale con tatto... e olfatto
Natale con tatto... e olfatto
Tantissimi anni fa il Natale dei bambini aveva l’odore delle bucce di mandarino che scoppiettavano nel fuoco, del caffè portato in regalo dai vicini, della cucina che prima ancora che facesse giorno sapeva già di carni cotte: odori pesanti, intensi, che i nonni non dimenticano. di Federica Buglioni
Il mio Natale d’infanzia, invece, era quello dell’albero vero (allora di ecologia non parlava nessuno) che profumava tutta la casa, della cera di candela, della noce moscata da grattugiare per l’impasto di ricotta e spinaci da mettere nei ravioli, dei ruvidi dolcetti di pasta di mandorle che arrivavano dalla Sardegna, da sgranocchiare accarezzando fragilissime palline di vetro e lucine colorate, da accendere solo in presenza di un adulto “se no si incendia la casa”.
Durante il weekend appena passato ho fatto tanti laboratori con i bambini. Molti di loro hanno trovato il coraggio di nascondere nel loro impasto profumi e consistenze mai provate prima: un pizzico di zenzero o di cannella, qualche seme di anice o di finocchio, pezzi di noci, di mandorle, uvette...
Chissà se qualcuno di questi ingredienti metterà radici nei loro ricordi? Può darsi di sì, perché i biscotti erano belli, certo, ma l’aspetto non era tutto: questa volta c’era l’emozione dell’invisibile e la certezza di una sensazione nuova all’assaggio.
A qualcuno sembrava quasi una magia.

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