Rubriche
Bambini e alimentazione
Il cibo e l'amore: lo svezzamento - II parte
Il cibo e l'amore: lo svezzamento - II parte
Lo svezzamento: un processo di separazione fisica e mentale
Un buon allattamento è un allattamento che porta alla sua naturale conclusione, ossia allo svezzamento. Questo passaggio implica un allontanamento fisico del corpo del bambino da quello della madre e anche un processo di separazione mentale. Nello svezzamento, infatti, si realizza un importante cambiamento psicologico, sia per il piccolo che per la madre, cambiamento che riguarda la disponibilità di entrambi ad operare una rinuncia.
La capacità di rinunciare a una quota dell’altro
Affinché lo svezzamento abbia luogo in maniera serena e armonica, è necessario che sia la mamma che il bambino siano disposti a rinunciare ad una quota dell’altro e questo non può che avvenire in modo progressivo, senza brusche svolte.
Quando l'allattamento ha costituito un'esperienza positiva e lo svezzamento inizia nel momento in cui sia la mamma che il bambino sono pronti a separarsi dall’unità iniziale, la progressiva sottrazione delle poppate e la graduale introduzione dei cibi solidi non implica difficoltà particolari. Certo è che risulta per entrambi delicato e a volte doloroso uscire dall’atmosfera intima dell’allattamento.
Tuttavia, sia nell’allattamento che durante lo svezzamento, il pieno appagamento delle richieste del bambino è materialmente impossibile; tutti i bambini – anche i più fortunati - durante la loro crescita incontrano inevitabilmente la gratificazione e la frustrazione dei loro bisogni.
L’attesa: esperienza fondamentale per promuovere il desiderio
Durante il periodo dell’allattamento, infatti, anche le madri più attente si trovano nell'impossibilità di soddisfare sempre ed immediatamente le richieste del proprio figlio. Ma è solo attraverso l’esperienza della mancanza, della frustrazione, che è possibile promuovere il fondamentale incontro con la dimensione del desiderio.
Per il bambino piccolo l'attesa, cioè la momentanea privazione dell'oggetto capace di soddisfarlo, costituisce un'esperienza dolorosa ma, nello stesso tempo, necessaria al suo sviluppo psicologico.
Infatti l'attesa costringe il bambino a constatare che la propria soddisfazione dipende dalla presenza premurosa di un altro, a fare i conti con il fatto che la mamma non è un prolungamento del suo stesso corpo, ma un Altro, distinto da lui. Il bambino capisce allora che la mamma “buona” che dispensa amore e soddisfazione, è anche la mamma che può non esserci, che manca, e mancando, è per questo desiderata, ma anche odiata.
“Mamma ti amo e ti odio!”: il morso del seno
E allora quando il bambino realizza che la mamma non c’è sempre, che non è a sua completa disposizione, si arrabbia o piange. Non è raro che al ritorno della madre il piccolo reagisca attaccandosi al suo seno con una disposizione affettiva ambivalente, cioè intrisa sia d’amore che di odio.
E il morso del seno è proprio l’espressione dell’amore famelico che punta a distruggere ciò che più si ama e non è sempre a disposizione.
Ovviamente essere morsa è un’esperienza spiacevole per qualsiasi madre, tuttavia queste situazioni richiedono tolleranza e comprensione.
Offendersi, sgridare il bambino o reagire al morso con il rifiuto, sono risposte che lasciano il bambino solo con la propria aggressività e nel timore di aver danneggiato la madre amata con l’atto aggressivo. Queste reazioni rischiano di compromettere la fondamentale sicurezza del bambino di essere meritevole dell’amore materno.
Cibo e messaggi
Sia durante l’allattamento che lo svezzamento è allora importante che l’adulto tenga presente che il bambino piccolo, invece di esprimersi con il pianto o con le parole, spesso utilizza il cibo e l’atto nutritivo per comunicare le sue emozioni e anche i suoi malesseri.
Potrebbe interessarti:
Il cibo e l'amore: allattamento e svezzamento I parte
L'associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus promuove le iniziative di prevenzione ed intervento sui disordini del comportamento alimentare. Si rivolge innanzitutto ai genitori in quanto interlocutori privilegiati del bambino e soggetti sofferenti rispetto al disagio del proprio figlio.
Per informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus
Via Pancaldo, 1 - 20129 MilanoTel. 02.29403934 - 02.20404762
www.pollicinoonlus.it
{sharethis}

| < Prec. | Succ. > |
|---|













