Milano
Famiglia e diritto
Assegno alle famiglie con almeno tre figli minori
 

Contributo economico di 124,89 euro mensili (per l'anno 2008), per le famiglie con almeno tre figli minori, per tredici mensilità annue. Può presentare domanda uno dei genitori responsabile delle dichiarazioni  anagrafiche, residente, in possesso di cittadinanza italiana o  comunitaria. Per richiedere l'assegno è necessario che il nucleo  familiare non superi, per l'anno 2008, euro 22.480,91 di ISE (Indicatore della Situazione Economica) se formato da cinque componenti. Per i  nuclei familiari di diversa composizione detto requisito economico sarà effettuato dagli uffici comunali competenti, sulla base dei dati risultanti dall'autocertificazione presentata dal richiedente.

Assegno di maternità
 

L'assegno di maternità per le madri non lavoratrici  è un contributo economico di 299,53 euro (per l'anno 2008), che viene dato, per cinque mesi, alle donne che hanno partorito, hanno adottato un minore oppure hanno ottenuto l’affidamento pre-adottivo di un bambino. E’ rivolto alle madri residenti, cittadine italiane o comunitarie o in possesso della carta di soggiorno che non beneficiano del trattamento previdenziale di maternità, o che percepiscano una indennità inferiore a 299,53 euro mensili. Per ricevere l’assegno il reddito complessivo del nucleo familiare della richiedente non deve aver superato, per l'anno 2008, euro 31.223,51 di ISE (Indicatore della Situazione Economica) se formato da tre componenti. Per nuclei famigliari composti da più di tre componenti, il calcolo sarà effettuato dagli uffici comunali competenti, sulla base dei dati risultanti dall'autocertificazione dei redditi. Il Comune di Milano trasmetterà l'elenco dei beneficiari all'INPS, che provvederà al pagamento dell'assegno.

Una guida per le donne che vogliono lavorare per l'infanzia
 

Si intitola Intraprendere nei servizi per l’infanzia la guida dedicata dal comune di Milano, Assessorato alle politiche del lavoro e dell’occupazione, a tutte le persone che vogliono avviare un attività imprenditoriale nel campo dell’infanzia. Nel libro oltre ad un vasto quadro di riflessioni su esigenze del bambino e tempi di vita e lavoro nella realtà milanese, è offerta una raccolta delle informazioni necessarie a creare un’impresa sociale attraverso una dettagliata analisi della domanda e dell’offerta del settore, la localizzazione dell’impresa, il business plan, le risorse finanziarie, il bilancio. L'iniziativa si colloca all’interno del Progetto Equal /Female Job e ha  l'obiettivo di sperimentare nuove forme di impresa nei servizi dedicati alla primissima infanzia, ampliando le possibilità di impiego delle donne con figli piccoli, le più in difficoltà nella conciliazione dei tempi di lavoro e di cura. La guida è distribuita gratuitamente presso i centri di formazione e gli sportelli lavoro del comune di Milano, ed è consultabile anche su www.femalejob.net 

Il congedo per malattia dei figli
 

La legge (L. 53/2000 e D.Lgs. 151/2001) permette ai genitori di assentarsi dal lavoro, senza stipendio, tutte le volte che il figlio è malato, finché ha meno di 3 anni. Una volta che il figlio ha superato i 3 anni di età, i genitori hanno diritto a soli 5 giorni di assenza l'anno, non retribuita, per malattie dei figli.  Non sono invece previsti congedi di alcun tipo per assistere il figlio malato dopo il compimento degli 8 anni di età. Salta agli occhi come questa normativa metta in difficoltà le famiglie: ogni genitore sa bene che un bambino che frequenta la scuola dell'infanzia rimarrà a casa da scuola per malanni più o meno critici per ben più di 5 giorni l'anno, ed è altrettanto ovvio che a 8 anni è ancora troppo piccolo per essere lasciato a casa da solo quando è malato. La legge fa evidentemente affidamento su una rete di sostegno che troppe famiglie non hanno o non possono permettersi.  Dall'analisi della normativa in altri paesi europei ci siamo resi conto che in Italia, ancora una volta, i genitori non sono sostenuti, né incoraggiati nel loro pur fondamentale ruolo di assistenza e cura dei figli.  Per tutti questi motivi l'Associazione GenitoriChe si fa promotrice di una modifica della normativa vigente. Leggi il testo integrale sul sito e firma la petizione

A Milano in Comune spazio alle mamme "lavoratrici"
 

Orari dei nidi più flessibili e molte formule e soluzioni nuove per conciliare l'attività familiare e quella lavorativa. O lavorano o fanno figli. Spesso per le donne il lavoro non è compatibile con gli impegni familiari. Si fatica molto per "accettare" questo modello di vita e conciliare le due cose. E' per questo che l’Assessorato alla Famiglia ha deciso di agevolare le dipendenti comunali. Un segnale importante da parte di questa città all’avanguardia.

Mamme più protette contro le dimissioni forzate
 

Il contratto capestro colpisce soprattutto le giovani donne: in cambio dell'assunzione a tempo indeterminato la firma per dimissioni volontarie, con la data lasciata in bianco, da aggiungere quando si annunciasse una gravidanza indesiderata dalla azienda. Il ricatto, fuorilegge ma spesso usato, dovrebbe essere più difficile da far funzionare dal  5 marzo, con l'entrata in vigore di un nuovo decreto che impone, per dare validità alle dimissioni, la compilazione di un modulo elettronico, "controfirmato" da un testimone - impiegato comunale, rappresentante di un sindacato o patronato- che certifichi la volontarietà della decisione presa dal lavoratore (più spesso lavoratrice). Il testo di legge si spera possa fare qualcosa contro un fenomeno in aumento anche a Milano: la rinuncia al lavoro a tempo indeterminato delle future e neo mamme. Nel 2007 si sono licenziate in in 1915 solo a Milano, (contro le 1176 del 2006)

Naviglio a Vapore
 
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